Home Page
Menu
News
Musica e teatro
Tradizioni locali
Antichi mestieri
Mostre
Musei
Arte
Servizi

>Il Territorio
>Mappa
>Ospitalita'
>Cultura
>Ambiente e Natura
>Trasporti

>Eventi
>Forum
>Iscrizione Newsletter
>
Link Utili

Ricerca

Le strade belle


Le strade belle

Viaggi inediti nelle terre di Urbino e il Montefeltro.
Weekend a partire da 90 euro. Un'effettiva possibilità di viaggio, di conoscenza e di scoperta, di vacanza a misura d'uomo. Proposta valida fino al 31/12/2010

Info


Appennino.info: turismo, viaggi e vacanze nell Appennino Centrale


  
> Italiano / tutto / Urbino e il Montefeltro / Arte e cultura / Arte / Arti Nascoste  
Stampa questo articoloclicca qui per stampare l'articolo
Museo Diocesano Albani
Urbino Candelabro e Candelieri


Il museo Albani è nato, come primo nucleo, occupando gli spazi delle due sagrestie del Duomo, quella vecchia e la nuova: la prima sorta con la chiesa rinascimentale, la seconda eretta grazie alla generosità di Papa Clemente XI nel 1705. Se si tolgono le aggiunte settecentesche, la sagrestia più antica conserva ancora il carattere spoglio ed austero, l'altra è invece più riccamente arredata, grazie all'opera di maestranze francesi, databili 1720, con il soffitto in stucco ideato per accogliere gli stemmi dei vescovi realizzato nel 1775.
Già dal secondo decennio del secolo XVII, nella sagrestia nuova erano esposti gli arredi sacri più preziosi, mentre nella sagrestia adiacente, i dipinti non appartenenti agli altari, fra cui la “Flagellazione” oggi presso la Galleria Nazionale delle Marche. Nel succedersi del tempo la raccolta di opere venne ampliata, per essere nel 1964 definitivamente inaugurato il Museo del Duomo “Albani” dedicato alla famiglia benemerita che tanto fece per Urbino grazie al suo papa e al cardinale Annibale. Altre sale con l'aumento dei beni, sono state concesse dall'arcivescovado, ricavate dagli spazi dell'episcopio.

Candelabbro

Francesco  di Giorgio Martini, Urbino (1439 - 1502) Bronzo dorato, cm h.161Il “candelabro” è attribuito a Francesco di Giorgio Martini dagli studiosi che hanno curato il catalogo del Museo. Il riferimento all'artista trova conferma anche nelle ricerche condotte da M. Giannatiempo, la quale ritrova “analogie tecniche nel modellare gli elementi figurativi della creta e della cera da dove l'artista sapeva trarre vibrazioni cromatiche e luministiche”. Questi elementi propri dell'architetto senese caratterizzano il suo operato in terra urbinate, presso la corte di Federico da Montefeltro, quando, ormai coinvolto dal clima culturale caratterizzante l'habitat feltresco, si cala appieno nel rispetto dei dettami della prospettiva e dei volumi.

Il candelabro descritto dal Tosi nel 1744, come “Candeliere grande di getto di bronzo da tenere il Cero Pasquale dono dei Ser.mi nostri Duchi” citato anche nell'inventario della Cattedrale compilato nel 1562 (copia dell'inventario delle robbe della Sagrestia del Vescovado di Urbino, Archivio Capitolare, Ms.), appare all'occhio del visitatore in tutta la sua lineare e raffinata eleganza che si sviluppa dal piede, al fusto, alla coppa in un rincorrersi di linee e volumi della superficie bronzea tipica della produzione di Francesco di Giorgio. Agli eleganti motivi decorativi sono affiancati, in sostituzione di una assodata simbologia liturgica, più consona all'oggetto ed al suo uso prettamente legato al culto cristiano, l'araldica della committenza, ovvero gli stessi duchi di Urbino. Ed ecco allora il ritorno di quegli emblemi che si rincorrono nel Palazzo Ducale nelle porte, negli stipiti, negli architravi, ecc., rappresentativi delle virtù politiche e militari di Federico. Grazie a questa simbologia possiamo collocare temporalmente questo prodotto di alta maestria e rintracciare, una volta di più, il profilo caratteriale del Duca, grande uomo di armi e di arti che si pone emblematicamente al centro della cattedrale fatta da lui stesso edificare, a partire dal 1476, servendosi probabilmente dell'operato dell'architetto senese.

Bibliografia: M. Giannatiempo Lopez in Piero e Urbino, Piero e le corti rinascimentali, Venezia 1992 (con bibliografia precedente).

Candelieri

Secolo XVI - Ignoto Italiano (1529 ca.)Candelieri in bronzo con basi in legno.Commissionati dal Duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere “i candelieri”, nel numero di sei, compongono insieme al Crocifisso un grande apparato originariamente posto ad ornamento dell'altare maggiore della Cattedrale. Citazione a riguardo la troviamo nel manoscritto di V. Tosi che li descrive dettagliatamente: “Una muta di candelieri e Crocefisso di bronzo grandi per l'Altare maggiore, che formano tre branconi di quercia con foglie e ghirlande intorno, con rocche stabili a triangolo di legno colorite di bronzo regalati dal Ser.mo nostro sig. Duca Franco Maria sotto li 5 ottobre 1529 in oggi assai logori”. I candelieri poggiano su di un basamento tronco-piramidale su cui si erge il fusto, dalla grande impronta naturalistica, costituto da tre rami intrecciati di quercia, emblema araldico del Signore della città di Urbino, che si dipartono dal tronco. I rami spogli, adorni solo di qualche piccola foglia e radi frutti, si avviluppano elegantemente verso l'alto per accogliere il calice reggicandela.Non sappiamo a chi fu dato l'incarico di plasmare questi manufatti, pressoché unici nella loro fattezza, senza dubbio una personalità con una spiccata genialità inventiva, ma anche dalla non comune perizia nel trattare la materia tanto da arrivare ad imitare perfettamente l'elemento naturale riuscendo a cogliere nei suoi aspetti più veri l'aspra legnosità del tronco della quercia.Nell'ambito degli artisti accreditati presso la Corte, lo studioso F. Negroni individua una figura, più volte a servizio di Francesco Maria I, Girolamo Genga, la cui poliedrica attività e l'ampio raggio di interessi potrebbero farne il presunto autore, ma la mancanza di testimonianze di una effettiva produzione scultorea da parte del pittore ed architetto urbinate non è di ausilio per accreditargli la paternità.

Bibliografia: M. Giannatiempo Lopez in I Della Rovere, Milano 2004 (con bibliografia precedente)
 



Stampa/Print
Distretto Turistico "Urbino e il Montefeltro", Via Puccinotti 33 61029 Urbino (PU) tel: 0722/320437
Redazione Portale Consorzio "Urbino e il Montefeltro" tel: 0722.320437 e-mail:
consorzio@urbinoeilmontefeltro.it
Per la tua Pubblicità sul Network del Montefeltro scrivi a: consorzio@urbinoeilmontefeltro.it
Redazione del Portale Turistico del Montefeltro©
E' fatto espresso divieto di riprodurre, pubblicare o distribuire materiali tratti dal presente sito, senza citare la fonte.